DMR Talkgroup dinamici e statici: cosa cambia realmente sul ripetitore

TG statico.

TG dinamico.

PTT activation.

Timeout.

Sono termini che ogni utilizzatore DMR incontra rapidamente, ma che spesso vengono interpretati in maniera sbagliata.

Uno degli errori più frequenti consiste nel pensare che un Talkgroup statico e uno dinamico siano due differenti tipi di Talkgroup previsti dal protocollo radio DMR.

Non è esattamente così.

Dal punto di vista della nostra radio, un Talkgroup è essenzialmente una destinazione numerica utilizzata per una chiamata di gruppo.

Il concetto di statico o dinamico riguarda principalmente il modo in cui il network decide di instradare quel Talkgroup verso un determinato ripetitore o hotspot.

Capire questa distinzione è fondamentale per comprendere realmente come funziona una rete DMR.

In questo articolo analizzeremo:

  • cos’è un Talkgroup;
  • cosa significa statico;
  • cosa significa dinamico;
  • come avviene l’attivazione via PTT;
  • cosa succede realmente sul server;
  • perché esistono i timeout;
  • cosa succede quando più TG sono attivi;
  • che rapporto esiste con TS1 e TS2;
  • perché troppi TG statici possono essere un problema;
  • differenze tra ripetitore e hotspot;
  • errori più comuni.

Gli esempi utilizzeranno soprattutto BrandMeister, perché è una delle reti DMR radioamatoriali maggiormente diffuse e documenta ufficialmente il comportamento dei propri TG statici e dinamici. Altri network possono adottare logiche diverse.


Prima di tutto: che cos’è un Talkgroup?

Un Talkgroup è una destinazione logica utilizzata per organizzare il traffico.

Possiamo immaginarlo come una “stanza virtuale”.

Per esempio:

TG91     Worldwide
TG222    Italia
TG22215  gruppo/rete specifica

Quando programmiamo un canale DMR potremmo avere:

RX: 430.xxx
TX: 435.xxx
CC: 1
TS: 2
TG: 22215

Il ripetitore riceve quindi una chiamata sul Time Slot indicato con destinazione:

22215

Il server collegato al ripetitore decide successivamente dove distribuire quel traffico.


Statico e dinamico non cambiano il numero del TG

Supponiamo di utilizzare:

TG22215

TG22215 rimane TG22215 indipendentemente dal fatto che sul ripetitore sia:

  • statico;
  • dinamico;
  • temporaneamente attivo;
  • non attivo.

Quello che cambia è la relazione tra quel Talkgroup e il ripetitore.

Possiamo immaginare:

TG22215
   │
   │
NETWORK
   │
   ├── RPT A → STATICO
   │
   ├── RPT B → DINAMICO ATTIVO
   │
   └── RPT C → NON ATTIVO

Una trasmissione proveniente dalla rete verrà quindi distribuita diversamente verso i tre ripetitori.


Che cos’è un Talkgroup statico?

Un Talkgroup statico è un TG che il network considera permanentemente associato a un determinato Time Slot del ripetitore.

BrandMeister definisce un TG statico come un Talkgroup configurato dal gestore del ripetitore o dell’hotspot affinché il relativo traffico venga inviato permanentemente verso quel dispositivo.

Immaginiamo:

RPT TORTONA

TS1 → TG222 STATICO
TS2 → TG22215 STATICO

Se arriva traffico di rete per TG22215, il master sa che il ripetitore di Tortona è sottoscritto staticamente a quel TG sul TS2.

Il traffico viene quindi inviato al ripetitore.

Non è necessario che un utilizzatore locale abbia prima premuto il PTT.


Esempio pratico di TG statico

Supponiamo che:

TG22215 = statico sul TS2

IZ1AAA si trova collegato da un altro ripetitore.

Trasmette sul TG22215.

La rete può distribuire il traffico a tutti i ripetitori che hanno TG22215 configurato staticamente.

Schema:

IZ1AAA
   │
   ▼
RPT MILANO
   │
   ▼
NETWORK
   │
   ├────────────► RPT TORTONA
   │                TG22215 STATICO
   │
   ├────────────► RPT GENOVA
   │                TG22215 STATICO
   │
   └────────────► RPT TORINO
                    TG22215 STATICO

Gli utilizzatori presenti nelle rispettive aree possono quindi ascoltare la comunicazione senza aver precedentemente attivato il TG.


Perché utilizzare un TG statico?

Un Talkgroup statico è particolarmente adatto quando rappresenta un servizio che vogliamo sia sempre disponibile in ricezione sul ripetitore.

Per esempio:

  • TG nazionale;
  • TG regionale;
  • TG della rete;
  • TG della sezione;
  • TG operativo principale;
  • TG utilizzato abitualmente dagli utenti locali.

Se un ripetitore appartiene stabilmente a una rete come D2ALP, può avere senso rendere statico il relativo TG principale.

In questo modo gli utilizzatori locali non devono eseguire alcuna procedura di attivazione.


Ma “sempre disponibile” non significa “sempre in trasmissione”

Attenzione a questa distinzione.

Statico significa che il TG è permanentemente sottoscritto dal punto di vista del routing di rete.

Non significa che il trasmettitore del ripetitore rimanga permanentemente acceso.

Il ripetitore trasmetterà quando sul TG esiste traffico destinato a quel sito.

Quindi:

TG STATICO ≠ RIPETITORE SEMPRE IN TX

Significa invece:

TG STATICO = TRAFFICO DEL TG SEMPRE INOLTRABILE
             VERSO QUEL RIPETITORE

Che cos’è un Talkgroup dinamico?

Il Talkgroup dinamico funziona diversamente.

Normalmente non viene inoltrato permanentemente al ripetitore.

Un utilizzatore locale può attivarlo trasmettendo sul relativo Talkgroup.

Per questo motivo viene spesso chiamato:

PTT activated Talkgroup

oppure:

PTT Talkgroup.

BrandMeister descrive un TG dinamico come un Talkgroup temporaneamente attivato dall’utente attraverso un ripetitore o hotspot.


Come si attiva un TG dinamico?

Supponiamo che il TG91 non sia statico sul nostro ripetitore.

La radio contiene il canale:

RPT TORTONA
CC1
TS1
TG91

Premiamo PTT.

La nostra trasmissione arriva:

RADIO
   │
   ▼
RIPETITORE
   │
   ▼
MASTER

Il server vede che un utilizzatore locale ha trasmesso verso:

TG91

e può creare una sottoscrizione dinamica del ripetitore a quel Talkgroup.

Da quel momento il traffico TG91 proveniente dal network viene inviato anche verso quel ripetitore.


Schema semplificato

Prima del PTT:

TG91
 │
NETWORK
 │
 X
 │
RPT TORTONA

TG NON ATTIVO

L’utente preme PTT:

IZ1XXX
 │
 │ TG91
 ▼
RPT TORTONA
 │
 ▼
NETWORK

Dopo l’attivazione:

TG91
 │
NETWORK
 │
 ▼
RPT TORTONA

TG DINAMICO ATTIVO

Quanto rimane attivo?

Dipende dal network e dalla configurazione.

BrandMeister documenta, per esempio, che sui master USA un Talkgroup dinamico rimane normalmente attivo per 15 minuti dall’ultima trasmissione locale, precisando però che il timer può dipendere dal master utilizzato.

Questo dettaglio è fondamentale.

Non bisogna quindi trasformare “15 minuti” in una regola universale del DMR.

È una politica del network, non una proprietà fondamentale del protocollo radio.

Altri server o altre reti possono utilizzare:

  • 10 minuti;
  • 15 minuti;
  • altri timeout;
  • nessun timeout;
  • meccanismi completamente differenti.

Il timer da quando parte?

La logica tipica è:

PTT locale
    ↓
TG dinamico attivato
    ↓
parte/si rinnova il timer

Se un utilizzatore locale trasmette nuovamente sullo stesso TG, il timer può essere rinnovato.

Esempio puramente illustrativo:

10:00 PTT → TG91 attivato
10:07 PTT → timer rinnovato
10:15 PTT → timer rinnovato
...

La sottoscrizione continua finché si verificano le condizioni previste dal network.


Un dettaglio fondamentale: traffico ricevuto e traffico locale non sono sempre equivalenti

Supponiamo che il TG dinamico sia attivo.

Un americano trasmette sul TG91 e noi ascoltiamo per dieci minuti.

Il fatto che stia arrivando traffico dalla rete non significa necessariamente che il timer locale venga continuamente rinnovato.

Le logiche di timeout generalmente considerano l’attività locale prevista dal network.

La documentazione BrandMeister parla infatti di disattivazione quando, durante il periodo previsto, non viene rilevato nuovo traffico locale che mantenga attiva la sottoscrizione.

Questo spiega situazioni apparentemente strane nelle quali un TG sembra “sparire” dopo un certo periodo.


Perché esistono i TG dinamici?

Immaginiamo un network mondiale con migliaia di Talkgroup.

Sarebbe assurdo inoltrare permanentemente su ogni ripetitore:

TG91
TG92
TG93
TG222
TG208
TG262
TG214
TG3100
TG724
...

Il ripetitore avrebbe continuamente traffico proveniente da gruppi che nessun utilizzatore locale desidera ascoltare.

Il TG dinamico risolve il problema:

inoltra quel traffico soltanto quando qualcuno nella zona dimostra di volerlo utilizzare.

È quindi una forma di routing on demand.


Statico contro dinamico

Possiamo riassumere così:

CaratteristicaTG staticoTG dinamico
Associazione al ripetitorePermanenteTemporanea
Richiede PTT locale per essere attivatoNoGeneralmente sì
TimeoutNo, salvo configurazioni particolariGeneralmente sì
Uso idealeTG principaliTG occasionali
Traffico network inoltratoSempre quando disponibileFinché la sottoscrizione è attiva

TG statici e Time Slot

Un TG statico non è semplicemente associato al ripetitore.

È normalmente associato anche a un Time Slot.

Per esempio:

TS1:
TG222 STATICO

TS2:
TG22215 STATICO

Questo significa che il traffico:

TG222

verrà trasmesso sul TS1, mentre:

TG22215

verrà trasmesso sul TS2.

Nel DMR Tier II i due slot permettono di avere due flussi temporali indipendenti sulla stessa portante RF.


Cosa succede se due TG statici hanno traffico contemporaneamente sullo stesso slot?

Qui arriviamo a uno dei problemi più importanti.

Un singolo Time Slot non può contemporaneamente trasportare due conversazioni indipendenti nello stesso istante.

Supponiamo di avere sul TS1:

TG91 STATICO
TG222 STATICO
TG2220 STATICO
TG2221 STATICO
TG2222 STATICO

Se più di questi gruppi sono molto trafficati, nasce inevitabilmente una competizione per la risorsa RF.

Il server deve applicare le proprie logiche di routing e priorità.

Il risultato per l’utilizzatore può essere che un TG molto trafficato occupi frequentemente lo slot impedendo l’utilizzo pratico di altri gruppi.

Per questo BrandMeister raccomanda prudenza nell’aggiungere troppi TG statici e suggerisce, come indicazione generale, di mantenerne pochi per slot.


Il vero collo di bottiglia non è Internet: è il Time Slot RF

Un server può gestire enormi quantità di traffico.

Il problema finale è:

RIPETITORE
   │
   ├── TS1 → una comunicazione alla volta
   │
   └── TS2 → una comunicazione alla volta

Il DMR offre due slot, ma non un numero infinito di canali contemporanei.

Di conseguenza una buona progettazione del network deve evitare di saturare inutilmente la risorsa RF.


Esempio di configurazione equilibrata

Un ripetitore potrebbe essere organizzato:

TS1
TG222     STATICO
TG91      DINAMICO
TG92      DINAMICO
TG208     DINAMICO
TG262     DINAMICO

TS2
TG22215   STATICO
altri TG  DINAMICI

In questo modo:

  • alcuni servizi principali sono sempre presenti;
  • quelli occasionali vengono attivati soltanto quando necessari.

È generalmente una soluzione molto più razionale rispetto a rendere statico tutto.


“Se il TG è dinamico, posso comunque chiamarlo?”

Sì, se il network e la configurazione del ripetitore lo permettono.

Questo è precisamente il punto.

Un TG dinamico non è un TG “bloccato”.

È semplicemente un TG che non viene inoltrato permanentemente verso il ripetitore.

L’utente locale può attivarlo tramite PTT.


“Se il TG non è statico non sentirò mai una chiamata?”

Prima della sua attivazione dinamica, normalmente il traffico di quel TG non viene inoltrato dal network verso quel ripetitore.

Questa distinzione è fondamentale.

La radio non può ricevere qualcosa che il ripetitore non sta trasmettendo.

Supponiamo:

TG91 non statico
TG91 non dinamicamente attivo

Qualcuno in Australia parla sul TG91.

Il network non ha motivo di inviare quel traffico al nostro ripetitore.

Di conseguenza sulla frequenza RF locale:

nessun traffico TG91

Anche se la nostra radio è perfettamente programmata sul TG91, non sentirà nulla.


Il PTT non serve soltanto a parlare

Nel caso dei TG dinamici, il PTT svolge contemporaneamente due funzioni:

  1. trasmette la nostra comunicazione;
  2. informa il network che vogliamo utilizzare quel TG su quel sito.

Quindi un breve PTT può avere una conseguenza lato server.

Questo è uno dei concetti che differenziano maggiormente un network digitale da un semplice ripetitore analogico.


Cosa succede dopo il timeout?

Immaginiamo:

TG91 dinamico

Scade il timer.

Il server rimuove la sottoscrizione dinamica del ripetitore.

Da quel momento:

TG91
  │
NETWORK
  │
  X
  │
RIPETITORE

Il traffico di rete non viene più inoltrato verso quel sito.

Per riattivarlo sarà necessario un nuovo evento locale previsto dal sistema, tipicamente un nuovo PTT verso TG91.


Posso scollegare manualmente un TG?

In BrandMeister esistono specifiche funzioni di controllo e il comportamento varia anche in base al dispositivo utilizzato.

Su alcune implementazioni e hotspot viene comunemente utilizzato il TG4000 per scollegare collegamenti dinamici; la documentazione SharkRF relativa all’uso con BrandMeister, per esempio, descrive TG4000 come comando per rimuovere i Talkgroup dinamicamente collegati.

È però importante non trasformare questa procedura in una regola universale di ogni rete DMR.

Come sempre:

bisogna conoscere il network che si sta utilizzando.


TG dinamico e hotspot

L’hotspot introduce qualche differenza.

Un hotspot appartiene generalmente a un singolo utilizzatore ed è quindi ragionevole che il comportamento sia più “personale”.

BrandMeister documenta anche il concetto di Auto-static, in particolare per hotspot simplex: il Talkgroup attivato dall’utente può rimanere associato in maniera persistente finché un altro TG non viene selezionato secondo la logica prevista.

Questo comportamento non va confuso con quello di un normale ripetitore pubblico.


Statico sul ripetitore, dinamico sull’hotspot

Lo stesso TG può essere:

TG22215

ma avere contemporaneamente comportamenti differenti.

Per esempio:

RPT TORTONA → STATICO

RPT MILANO  → DINAMICO

HOTSPOT A   → AUTO-STATIC

HOTSPOT B   → DINAMICO

Non esiste quindi una proprietà globale:

“TG22215 è statico.”

La frase corretta sarebbe:

“TG22215 è statico sul TS2 di questo ripetitore.”


Questa distinzione è importantissima

Quando qualcuno chiede:

“Il TG22215 è statico o dinamico?”

la risposta corretta dovrebbe essere:

“Su quale ripetitore e su quale slot?”

Perché il comportamento dipende dalla configurazione del sito.


Chi decide quali TG sono statici?

Sui ripetitori BrandMeister la configurazione statica è normalmente gestita dal sysop attraverso gli strumenti amministrativi della rete. La documentazione ufficiale prevede esplicitamente la possibilità di aggiungere o rimuovere Static Talkgroups separatamente per TS1 e TS2.

Questo è logico.

Un utente occasionale non dovrebbe poter trasformare permanentemente un TG in statico su un ripetitore pubblico.

Può invece, quando consentito, effettuare un’attivazione dinamica temporanea.


Perché non rendere statici tutti i TG importanti?

Perché “importante” è relativo.

Un TG mondiale come TG91 è certamente importante, ma anche estremamente trafficato.

Renderlo permanentemente statico su un ripetitore può significare occupare una grande quantità di airtime locale per comunicazioni che magari nessuno nella zona sta ascoltando.

Inoltre potrebbe impedire o disturbare l’utilizzo di TG maggiormente rilevanti per la comunità locale.

La progettazione di un ripetitore deve quindi considerare:

  • traffico medio del TG;
  • interesse degli utenti;
  • copertura geografica;
  • finalità della rete;
  • disponibilità di TS1 e TS2;
  • priorità operative.

Un esempio estremo

Supponiamo di rendere statici sul TS1:

TG91    Worldwide
TG92    Europe
TG222   Italy
TG208   France
TG262   Germany
TG214   Spain
TG3100  USA

Anche senza nessun radioamatore locale, il ripetitore potrebbe ricevere continuamente traffico dal network.

La frequenza locale diventerebbe una sorta di “radio Internet” sempre occupata.

L’efficienza del sistema sarebbe molto bassa.


Un approccio più intelligente

Potremmo invece stabilire:

TS1
TG222 statico

TS2
TG22215 statico

e lasciare:

TG91
TG92
TG208
TG262
TG214
...

come dinamici.

Quando qualcuno vuole parlare con il mondo:

PTT TG91

TG91 viene attivato.

Terminata l’attività, dopo il timeout il ripetitore torna alla configurazione normale.


Il ruolo dei TAC Talkgroup

Il concetto di gestione intelligente delle risorse si vede anche nell’esistenza dei cosiddetti TAC Talkgroup.

BrandMeister ha introdotto Talkgroup TAC specificamente pensati per spostare QSO lunghi lontano da TG con grande audience, liberando i gruppi principali per nuove chiamate. Alcuni di questi TG non possono essere resi statici.

La logica è semplice.

Il TG principale può essere utilizzato per:

“IZ1AAA per IZ1BBB, ci sei?”

Una volta stabilito il contatto:

“Spostiamoci sul TAC.”

In questo modo una conversazione di un’ora non occupa inutilmente decine o centinaia di ripetitori collegati al TG di chiamata.


Statico non significa prioritario

Altro errore.

Un TG statico non deve essere interpretato automaticamente come:

TG con priorità assoluta.

La priorità del traffico è una questione diversa e dipende dall’architettura e dalle regole del network.

“Statico” descrive soprattutto la persistenza della sottoscrizione.


Dinamico non significa secondario

Allo stesso modo, un TG dinamico non è necessariamente poco importante.

TG91 Worldwide può essere usato dinamicamente su moltissimi ripetitori pur essendo uno dei Talkgroup più conosciuti dell’intero ecosistema DMR.

La scelta statico/dinamico serve soprattutto a ottimizzare l’utilizzo delle risorse.


Il codeplug non rende statico un TG

Questo è uno degli errori più comuni tra i nuovi utilizzatori.

Programmare nella radio:

TG91

non rende TG91 statico.

Il codeplug determina ciò che la radio trasmette e riceve.

La configurazione statico/dinamico appartiene invece principalmente al network e al ripetitore.

Possiamo quindi avere:

RADIO
Canale TG91 presente

NETWORK
TG91 non statico

Sono due livelli completamente differenti.


Tre livelli da non confondere

Per capire bene il DMR conviene dividere mentalmente il sistema in tre parti.

Livello 1 — Radio

Contiene:

  • frequenze;
  • Color Code;
  • Time Slot;
  • Talkgroup;
  • RX Group;
  • Contact.

Livello 2 — Ripetitore

Gestisce:

  • ricezione RF;
  • trasmissione RF;
  • TS1;
  • TS2;
  • collegamento IP.

Livello 3 — Network

Gestisce:

  • routing TG;
  • sottoscrizioni statiche;
  • attivazioni dinamiche;
  • timeout;
  • collegamenti con altri master;
  • policy operative.

Molte incomprensioni nascono dal tentativo di interpretare una funzione del livello network come se appartenesse alla radio.


Un esempio completo

Supponiamo:

RPT D2ALP TORTONA
CC1

Configurazione network:

TS1:
TG222 STATICO

TS2:
TG22215 STATICO
altri TG dinamici

Caso A

Un utente esterno parla sul TG22215.

Il traffico arriva automaticamente al TS2 perché il TG è statico.

Caso B

Un utente esterno parla sul TG91.

Nessuno localmente ha attivato TG91.

Il traffico normalmente non viene inoltrato sul sito.

Caso C

IZ1XXX trasmette localmente:

TS1 TG91

Il network attiva dinamicamente TG91 sul relativo slot.

Ora il traffico TG91 viene inoltrato.

Caso D

Nessuno utilizza più TG91.

Trascorso il timeout previsto dal network, la sottoscrizione viene rimossa.

Il ripetitore torna alla situazione precedente.


Errori comuni

“Statico significa che posso sempre parlare”

Non necessariamente.

Significa che il traffico del TG è permanentemente associato al sito secondo la configurazione network.

La disponibilità del Time Slot e altre policy continuano ad applicarsi.


“Dinamico significa che devo riconnettermi a ogni PTT”

No.

Normalmente una singola attivazione crea una sottoscrizione temporanea che rimane valida per il periodo previsto.


“Un TG statico è statico su tutta la rete”

No.

Può essere statico su un ripetitore e dinamico su un altro.


“La radio decide se il TG è statico”

No.

La radio invia la destinazione.

È il network a gestire la sottoscrizione.


“Più TG statici metto, migliore sarà il ripetitore”

Quasi sempre è vero il contrario.

Troppi TG statici possono generare traffico inutile e monopolizzare uno dei Time Slot. BrandMeister invita esplicitamente i sysop a evitare un numero eccessivo di statici.


“15 minuti è lo standard DMR”

No.

È un valore utilizzato in alcune configurazioni BrandMeister, non una regola universale del protocollo DMR.


Come dovrebbe essere progettato un buon ripetitore?

Non esiste una configurazione valida per tutti, ma possiamo applicare alcuni principi.

TG statici

Utilizzarli per:

  • rete principale;
  • territorio;
  • attività realmente ascoltate;
  • servizi che devono essere sempre raggiungibili.

TG dinamici

Utilizzarli per:

  • TG internazionali;
  • gruppi occasionali;
  • TAC;
  • sperimentazione;
  • collegamenti temporanei.

Time Slot

Evitare di concentrare troppo traffico statico su un solo slot.

Informazione agli utenti

Pubblicare chiaramente:

TS1
TG222 STATICO
altri TG DINAMICI

TS2
TG22215 STATICO
altri TG secondo policy

Una documentazione chiara evita la maggior parte dei problemi.


Perché questa distinzione è fondamentale per D2ALP

Per una rete come D2ALP, la progettazione dei Talkgroup determina direttamente l’esperienza dell’utilizzatore.

Se il TG principale della rete è disponibile staticamente sui ripetitori aderenti, un utente può semplicemente selezionarlo e ascoltare.

Per servizi occasionali può invece essere più razionale utilizzare attivazioni dinamiche.

In questo modo si ottiene un equilibrio tra:

disponibilità

e

uso efficiente della risorsa RF.

L’obiettivo non dovrebbe essere portare tutto dappertutto.

Dovrebbe essere:

portare il traffico giusto sul ripetitore giusto quando serve.


Conclusione

La differenza tra Talkgroup statici e dinamici non riguarda tanto il Talkgroup stesso quanto il modo in cui il network lo distribuisce verso un determinato ripetitore o hotspot.

Un TG statico è permanentemente associato al sito:

NETWORK
   │
   ▼
RIPETITORE

quando esiste traffico per quel gruppo.

Un TG dinamico viene invece associato temporaneamente, normalmente in seguito a un’attivazione locale:

PTT
 │
 ▼
NETWORK
 │
 ▼
ATTIVAZIONE TG

Dopo un certo periodo di inattività, secondo le regole della rete, la sottoscrizione può scomparire.

La distinzione può essere riassunta in una frase:

Statico significa “mandami sempre questo TG”. Dinamico significa “mandamelo perché qualcuno qui lo sta utilizzando adesso”.

Capire questo principio permette di comprendere moltissimi fenomeni apparentemente misteriosi del DMR:

  • perché un TG si sente senza averlo attivato;
  • perché un altro compare soltanto dopo il PTT;
  • perché dopo alcuni minuti non arriva più traffico;
  • perché lo stesso TG funziona diversamente su due ripetitori;
  • perché troppi TG statici possono saturare uno slot;
  • perché il codeplug da solo non determina il comportamento della rete.

Dietro ogni pressione del PTT non esiste quindi soltanto una trasmissione radio.

Esiste anche una decisione di routing, ed è proprio questa combinazione tra RF e rete IP a rendere il DMR profondamente diverso da un normale ripetitore analogico.

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