Roaming DMR: come funziona davvero

Il roaming permette a una radio DMR di cercare automaticamente un ripetitore utilizzabile mentre l’operatore si sposta.

Il concetto sembra simile al passaggio automatico tra celle telefoniche, ma nel DMR convenzionale la situazione è molto meno uniforme. Tempi, soglie, beacon e criteri di selezione dipendono in larga misura dall’apparato e dal produttore.

Le specifiche ETSI descrivono l’interfaccia radio DMR, ma non definiscono nel dettaglio l’implementazione del roaming e della gestione di rete. Alcuni produttori presentano infatti il site roaming come funzione specifica del proprio apparato.

Roaming e scansione non sono la stessa cosa

La scansione cerca attività sui canali inseriti in una lista.

Il roaming cerca invece un canale che permetta di accedere correttamente alla rete o al servizio desiderato.

Durante la scansione la radio può fermarsi perché ha rilevato traffico. Durante il roaming valuta quale ripetitore utilizzare, anche quando non è presente una conversazione.

Una radio può quindi ricevere perfettamente durante la scansione senza essere in grado di scegliere correttamente quel ponte per la trasmissione automatica.

La lista di roaming

Una lista di roaming contiene canali che offrono un servizio equivalente in aree differenti.

Esempio ipotetico:

  • ripetitore A – TalkGroup regionale;
  • ripetitore B – TalkGroup regionale;
  • ripetitore C – TalkGroup regionale;
  • ripetitore D – TalkGroup regionale.

Ogni voce deve avere parametri coerenti:

  • frequenza corretta;
  • shift;
  • Color Code;
  • timeslot;
  • TalkGroup;
  • criteri di accesso;
  • eventuale beacon supportato.

Inserire nella stessa lista canali con funzioni differenti può produrre passaggi imprevedibili.

La soglia RSSI

Molte radio iniziano a cercare un’alternativa quando il segnale del ripetitore corrente scende sotto una soglia.

Una soglia troppo alta provoca continui cambi anche quando il ponte è ancora utilizzabile. Una soglia troppo bassa fa sì che la radio rimanga agganciata a un ripetitore ormai quasi inutilizzabile.

Il valore deve essere scelto attraverso prove reali, tenendo conto che l’indicazione RSSI di un portatile non è sempre una misura calibrata da laboratorio.

Isteresi

L’isteresi impedisce alla radio di passare continuamente tra due ripetitori con intensità simile.

Senza isteresi, una variazione minima del segnale potrebbe produrre:

  1. passaggio al ponte B;
  2. pochi secondi dopo ritorno al ponte A;
  3. nuovo passaggio a B;
  4. perdita dell’inizio delle comunicazioni.

La radio dovrebbe cambiare soltanto quando il nuovo ripetitore presenta un vantaggio sufficiente o quando quello corrente è realmente sceso sotto la soglia.

Tempo di controllo

Ogni verifica richiede tempo. La radio deve spostarsi temporaneamente sul canale candidato, cercare un segnale o interrogare il ponte e poi decidere.

Una lista troppo lunga rallenta il processo. Se contiene venti ripetitori non ricevibili, l’apparato può trascorrere molto tempo a controllarli.

È quindi preferibile creare liste geografiche:

  • ROAM PIEMONTE
  • ROAM LIGURIA
  • ROAM LOMBARDIA
  • ROAM APPENNINO

L’operatore seleziona la lista appropriata prima del viaggio.

Beacon e conferma del ponte

Alcuni sistemi utilizzano beacon o segnali periodici che consentono alla radio di valutare la presenza del ripetitore.

Altri apparati eseguono una verifica attiva oppure misurano semplicemente l’energia ricevuta.

Misurare soltanto l’RSSI può essere insufficiente. Un segnale forte potrebbe appartenere a un’altra emissione oppure non garantire che il ponte accetti la trasmissione.

Per questo il comportamento del roaming deve essere verificato sul modello specifico.

Roaming passivo e attivo

Nel roaming passivo la radio osserva i segnali presenti e seleziona il canale migliore.

Nel roaming attivo può trasmettere una richiesta o effettuare una verifica più diretta. Questo metodo può essere più affidabile, ma genera traffico e deve essere compatibile con la rete.

L’utilizzatore deve conoscere cosa faccia concretamente il proprio apparato. Attivare una funzione chiamata “roaming” senza comprenderne il funzionamento può produrre trasmissioni inattese.

Il problema del TalkGroup

Il roaming funziona bene quando tutti i canali della lista rappresentano lo stesso servizio logico.

Se un TalkGroup è disponibile su TS1 in un ponte e su TS2 in un altro, il codeplug deve riflettere questa differenza.

Il nome mostrato sul display può essere identico, ma dietro quel nome devono essere programmati correttamente:

  • frequenza;
  • Color Code;
  • slot;
  • TalkGroup;
  • lista di ricezione;
  • criteri di ammissione.

Prova su strada

Una prova seria dovrebbe prevedere:

  1. percorso definito;
  2. elenco dei ripetitori attesi;
  3. registrazione del punto di cambio;
  4. nota sul tempo impiegato;
  5. verifica della possibilità di trasmettere;
  6. controllo di eventuali ritorni al ponte precedente;
  7. ripetizione del test in entrambi i sensi;
  8. prova con soglie differenti.

Il passeggero può annotare i risultati. Il conducente non deve manipolare la radio durante la guida.

Roaming manuale come riserva

Anche il miglior roaming può fallire. Il codeplug deve permettere di selezionare manualmente la zona e il ripetitore.

L’automazione deve semplificare l’uso, non rendere l’operatore incapace di intervenire.

Conclusione

Il roaming DMR non è magia e non è uniforme tra tutti gli apparati.

Funziona bene quando:

  • le liste sono corte e coerenti;
  • le soglie sono state provate;
  • i ripetitori offrono servizi equivalenti;
  • il codeplug è aggiornato;
  • l’operatore conosce il comportamento della propria radio.

Un roaming progettato male nasconde i problemi. Un roaming progettato bene permette invece di attraversare il territorio mantenendo l’accesso alla rete con il minimo intervento manuale.

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